“Al primo Chiaretto D’Alba mi incamminavo nel Sangiovese d’oltre Po, nel Pavese, in mezzo al Nebbiolo. Il cielo era allucinante, il tempo Verdicchio..Decisi di riparami sotto un Pinot e lì incontrai una Donna Fugata che aveva un soave vestito Rosè. Fieramente Spumante le diedi un Dolcetto sul bianco Collio. Non senza sforzo le toccai la Barbiera della Bonarda. Subito il mio Merlot, che non era ancora Passito, divenne cosi Durello che sembrava un Cannonau.
“Chardonnay moi madama, ho l’Amaro Groppello!”



-- Berlusconi : "ha vinto l'amore..subito giustizia e fisco". Quello proprio. --


La vera novità di questa tornata elettorale (l’emersione di un PARTITO ESTREMISTA di dimensioni mai viste nella storia repubblicana PEGGIO DEI TANTO TEMUTI COMUNISTI) può essere analizzata almeno sotto due punti di vista. La prima è che se l’esercizio di voto è un “DOVERE CIVICO” (ex art 48), il rifiuto della solita minestra riscaldata della politica italiana ha ormai raggiunto dimensioni ragguardevoli anche in rapporto alla stessa tendenza rilevata in varie democrazie ( non solo in America dove il diritto di voto richiede uno sforzo in più ma soprattutto in Francia e Inghilterra) sancendo un pesante giudizio vista L’ASTENSIONE COME USO CONSAPEVOLE, un atteggiamento in ascesa ormai che non può essere etichettato sbrigativamente come UNA MANIFESTAZIONE DI DISTACCO. Molto peggio fa L’OPPOSIZIONE SBARAGLIATA al Nord e al Sud che si lecca le ferite decantando RISICATE VITTORIE NELLE MODESTE E PICCOLE ROCCAFORTI DEL CENTRO. Povera Bindi! Mandata la sera stessa alla gogna di giornalisti di parte e di boriosi politici, abbandonata da compagni consapevoli di ESSERE IN DEBITO COL PROPRIO ELETTORATO E CON LA DEMOCRAZIA.
In questo periodo più che mai il popolo chiede certezze non è più disposto ad attribuire deleghe in bianco.
Laddove l’OFFERTA POLITICA E’ INADEGUATA, ripetitiva o semplicemente lontana dai bisogni reali dei cittadini, l’elettore ricorre al non voto per inviare un ammonimento, conscio che i reali bisogni non sono sicuramente il federalismo e la riforma della Giustizia, ma L’UNIVERSO DELLE RIFORME STRUTTURALI CONDIVISE. Ci troviamo di fronte alla voglia di sottrarsi al ricatto della SCELTA OBBLIGATA FRA PROPOSTE DELUDENTI. D’altra parte è stato ripetuto sino alla noia che quest’ultima campagna elettorale sarà ricordata a lungo per la sua pessima qualità.
Ma la fotografia dell’ Italia emersa va definita meglio. Una seconda analisi riguarda IL SUCCESSO CRUCIALE DELLA LEGA. La concorrenza messa in atto da Bossi & soci verso il partito del Berlusconismo ha dato i suoi frutti. IL VERO APPROFITTATTORE DI TUTTI I TAFFERUGLI PRE ELETTORALI. Da oggi il suo messaggio è molto chiaro. La Lega sostiene lealmente il premier,da vera mastina, e DIVENTA IL MOTORE DI UNA MAGGIORANZA CHE HA CAMBIATO LA SUA NATURA. Berlusconi assume sempre più le sembianze di un leader profetico abilissimo a orientarsi nelle virtù e nei vizi del paese. Bossi è più di un partner, è UN’AMANTE PRETENZIOSO che non ha più rivali, inglobati nel grande Popolo delle Libertà o assurdamente autoeliminatisi come l’UDC, e può chiedere o meglio pretendere le riforme, il federalismo fiscale, un assetto più snello dello Stato. Un Presidente del Consiglio “OMBRA” portatore di interessi limitati e particolaristici. IN CAMBIO DI COSA!?!? DI GIUSTIZIA. IN OGNI SENSO.